Serie fotografica in Kazakistan
Quasi tre settimane attraverso il Kazakistan da ovest a est: la bellezza naturale, l'architettura complessa e cosa abbiamo imparato su persone, cultura e cibo.
- Anno
- 2026

Dal 10 al 28 agosto 2026, io e due amici abbiamo attraversato il Kazakistan da ovest a est, dal Mar Caspio ad Almaty e alle sue montagne, in aereo, in autobus e, dove finivano le strade, in un fuoristrada 4x4.
A ovest, il Mangystau ha una natura selvaggia: un altopiano spoglio, un mare morto che in realtà è un mare di sale, montagne che si ergono nel deserto con le dune ai piedi. Ad Aktau la gente era incuriosita, quasi sbalordita, di vedere turisti stranieri, e molto cordiale con il poco inglese che sapeva. A est, Almaty sorge sotto montagne altissime e bianchissime, eppure così lontane. Lì tutto è enorme, anche gli edifici: ovunque i palazzi di epoca sovietica stanno accanto a quelli moderni e tradizionali. Intorno alla città ci sono i laghi, i canyon e i fiumi impetuosi.
Queste serie seguono quel viaggio. Brutalism in Almaty è il modernismo sovietico e il brutalismo della città, in bianco e nero effetto infrarosso, con il cielo reso quasi nero. Living KZ market è il Bazar Verde all’ora d’oro, con il sole che filtra dai lucernari su frutta secca, spezie e carne.
Tutto è stato scattato con una X-T5 e due ottiche fisse, un 25mm f/1.7 e un 56mm f/1.8.
Il racconto completo è nel diario: Kazakistan, dal Caspio alle montagne.
Album · 12 fotoBrutalismo ad Almaty
Album · 5 fotoUn mercato kazako vivo