Brutalismo ad Almaty: cemento sotto un cielo nero
Modernismo sovietico e brutalismo ad Almaty in bianco e nero effetto infrarosso: balconi curvi, grate di cemento, un edificio-mazzafrusto e uno che sembra un volto.

Sono un grande appassionato di architettura, e soprattutto del modernismo sovietico e del brutalismo, quindi ad Almaty sono arrivato con alcuni edifici in mente: il Palazzo della Repubblica, il Palazzo dei Matrimoni, i bagni Arasan, il Bazar Verde, la cattedrale nel suo parco. Ma gran parte di questo album viene dall’altra metà del metodo: perdersi apposta, camminare per le strade senza un piano e cercare tutto ciò che potesse essere bello, con un ristorante o un negozio lungo la strada.
Tra le montagne e il cemento
Almaty sorge ai piedi di montagne altissime e bianchissime, eppure così lontane. Tutto è enorme: le montagne, la steppa intorno, e anche gli edifici. I palazzi di epoca sovietica stanno accanto a edifici moderni e tradizionali, e il cemento assume ogni forma: balconi arrotondati impilati in torri, schermi decorati sulle finestre degli uffici, grate a losanghe, facciate rivestite di pietra tagliate da finestre profonde.
Perché il cielo è nero
Lo stile cerca di riprodurre ciò che mi mostrerebbe un filtro infrarosso da +720nm. Un cielo blu o chiaro diventa grigio scuro, quasi nero, le ombre si fanno pesanti e l’edificio conserva un forte contrasto tra alte luci e ombre. Il cemento diventa l’unica cosa chiara nell’inquadratura.
Un mazzafrusto e un volto
Due titoli vanno spiegati. Mazzafrusto kazako è un edificio modernista rotondo, circondato da alette curve di cemento che catturano il sole. Rotondo, di cemento, con le punte: un mazzafrusto.
Un volto è una facciata rivestita di pietra vista da vicino, con finestre profonde e una lama di cemento affilata che proietta la sua ombra. Da vicino, gli angoli e le ombre trasformano l’edificio in un volto. Senza il volto, resta comunque una bella ripetizione.
Lo sguardo verso le torri
Per i palazzi residenziali ho usato il 25mm e ho guardato in alto. Due torri unite da un ponte, balconi arrotondati su ogni lato e solo una sottile striscia di cielo in mezzo. Balconi che sporgono da una facciata, illuminati dal sole contro il cielo nero. Una torre brutalista vista dalla base, che sale fino alle sue ali arrotondate. E tra due pilastri di cemento di un portale, archi bianchi contro il grigio.
Da vicino, i dettagli
Il 56mm è andato ai dettagli. Schermi di cemento decorati che incorniciano le finestre degli uffici. Una grata a losanghe con inferriate ornamentali dietro il vetro. Un edificio avvolto in un guscio metallico a losanghe, antenne sul tetto e l’ultima luce sui piani alti. Una facciata metallica che cattura ancora la luce sopra alberi scuri mentre la notte scende sulla strada. Angoli a gradoni e rivestimenti in pietra tagliati da una netta ombra diagonale.
Note del fotografo
Tutto è stato scattato con la X-T5. I dettagli con il 56mm f/1.8, tra f/5 e f/8 a 1/3200s e ISO 400. Le torri con il 25mm f/1.7, tra f/3.2 e f/9 a 1/1000s e ISO 125.
AlbumBrutalismo ad Almaty
Consigli pratici
- Alterna monumenti e vagabondaggio: il Palazzo della Repubblica, il Palazzo dei Matrimoni, i bagni Arasan e il Bazar Verde sono i punti di riferimento, ma buona parte di questo album nasce dal perdersi tra l’uno e l’altro.
- Un cielo azzurro e limpido dà i cieli più scuri in questo stile in bianco e nero.
- Porta due focali: una corta per guardare in alto le torri, una più lunga per isolare un motivo o un volto.